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Italia 5 Stelle a Napoli progettiamo il futuro dei prossimi 20 anni

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Ciao a tutti! Indovinate dove mi trovo in questo momento? Sono all’Arena Flegrea di Napoli, all’interno della mostra d’Oltremare, un posto che sicuramente molti di voi già conosceranno, e che tanti altri invece avranno l’occasione di conoscere il 12 e 13 ottobre, quando qui, tutti insieme, festeggeremo i 10 anni del MoVimento 5 Stelle. Sarà una bellissima occasione per parlare di tutto quello che abbiamo fatto negli anni passati, ma soprattutto di programmare il futuro dei prossimi 20 anni per il MoVimento 5 Stelle e per il nostro Paese.

Tutti insieme, attivisti, simpatizzanti, portavoce a ogni livello: dobbiamo sostenere questo evento, come abbiamo sempre fatto! Come sapete rifiutiamo i finanziamenti pubblici e quelli delle grandi lobby, vi chiediamo di donare qualcosina per questo grandissimo evento. Ci contiamo!

Vi aspettiamo il 12 e 13 ottobre qui a Napoli per festeggiare tutti insieme!

 

 

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Il decreto dignità funziona: lo dicono i numeri

Avere un lavoro stabile significa avere l’opportunità di restare a lavorare nel proprio Paese, riuscire ad ottenere un mutuo per rendersi autonomi, trovare anche il coraggio di mettere su famiglia. Il lavoro stabile ti rende più sicuro e ovviamente ti dà maggiori certezze. Infatti, il 67% degli italiani ritiene che un lavoro stabile sia fondamentale per poter costruire un futuro meno carico di apprensione, in particolar modo per i giovani tra i 18 e i 24 anni (81%). Ma non solo. Il lavoro stabile, contribuisce anche a migliorare il benessere psicofisico.

Intervenire per contrastare la giungla del precariato ampiamente favorita dalle politiche del Pd, non era un capriccio, ma una esigenza. È per questo che un anno fa abbiamo deciso che il primo provvedimento del MoVimento 5 Stelle al governo dovesse essere il Decreto Dignità. Un decreto che è stato fortemente criticato ma sul quale, oggi siamo qui a fare la conta dei dati. E così come avevamo previsto, sono tutti positivi.

Il Decreto Dignità ha avviato un trend importantissimo grazie al quale i contratti stabili non fanno altro che crescere. Fra la fine di luglio 2018 e la fine di maggio 2019, le persone occupate in più sono 175 mila e di queste ben 166 mila, cioè il 95% hanno un’occupazione permanente. Ma c’è un altro dato che rende ancora di più il cambiamento in atto ed è quello diffuso dall’Inps e in un anno, i contratti netti a tempo indeterminato sono aumentati di 328 mila unità. Un ottimo risultato, soprattutto se lo paragoniamo allo stesso periodo dell’anno precedente, quando si registrò un -21mila di contratti stabili. In una fase economica globale oggettivamente difficile siamo quindi riusciti a garantire ai nostri lavoratori delle tutele che il Jobs Act aveva cancellato.

Era ora di bloccare la vergognosa liberalizzazione dei contratti a termine. Dalla fine del 2014 e prima dell’introduzione del decreto Dignità, infatti, i dipendenti a termine erano aumentati del 35%. In totale, fino a settembre 2018 c’era stato un aumento di 800mila contratti precari. Questo ha portato i lavoratori, specialmente quelli più giovani addirittura a lasciare l’Italia, alla ricerca di un Paese in cui il lavoro viene riconosciuto per quello che vale. Solo il decreto Dignità è riuscito a invertire questa tendenza.

La fotografia del mercato del lavoro oggi è quindi quella di una maggiore stabilità e maggiore dignità. Smentiti tutti coloro che avevano gridato all’invasione delle cavallette. Con importanti sgravi contributivi e attraverso l’introduzione di alcuni fondamentali paletti per limitare l’abuso dei contratti a termine, il Decreto Dignità è stato un decreto di stabilizzazione del lavoro. Quello che i lavoratori aspettavano da tempo.

 

 

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Angeli e demoni: padre dichiarato pazzo ma che pazzo non è

Arriva anche in Consiglio comunale a Castelnovo Monti, comune della provincia di Reggio Emilia. È la storia sconvolgente di un padre che per anni non ha potuto più vedere i tre figli, affidati alla madre (dalla quale è separato). I servizi sociali lo avevano dichiarato “pazzo”. Proprio così: anni perduti insieme ai propri figli per una diagnosi fatta da chi, a quanto si apprende, non avrebbe avuto i titoli per farla (https://www.lavocedireggioemilia.it/2019/07/08/padre-dichiarato-pazzo-invece-non-lo-e-angeli-e-demoni-e-solo-agli-inizi/).
Un esperto psichiatra che lo ha visitato, infatti, ha dichiarato che quel padre non è affatto pazzo.

L’avvocato Miraglia, che segue il caso dell’uomo, è stato drastico: “Siamo di fronte a un episodio assurdo e gravissimo. Se questi costruiscono diagnosi non veritiere, sulla base delle quali impediscono a un padre di vedere i propri figli, ma quanti casi di provvedimenti emessi sulla base di diagnosi e decisioni erronee e manipolate ci sono in quel paesino?”

Giorno dopo giorno storie di disperazione, di genitori ai quali è stato strappato il cuore, di ragazzi a cui è stata rubata l’infanzia. L’inchiesta “Angeli e Demoni” fa venire i brividi: centinaia di famiglie distrutte, bambini che sarebbero stati tolti ingiustamente ai genitori, i servizi sociali dell’Unione Comuni Val d’Enza e il centro studi di Moncalieri Hansel e Gretel, diretto dal famoso psicoterapeuta Claudio Foti, nel cuore dell’indagine, un sindaco del PD coinvolto.
Il Tribunale del Minori di Bologna – che ha competenza regionale – ha iniziato a rivedere alcune decisioni relative ad affidi di minori alla luce dell’inchiesta della Procura. Secondo alcuni organi di stampa, starebbe rianalizzando alcune decisioni precedentemente prese sulla scorta delle relazioni dei servizi sociali della Val d’Enza e riaffidando i casi a Servizi sociali di altri distretti. Saranno poi ascoltati genitori e bambini per verificare se le criticità sono state superate e se i minori possano rientrare in famiglia.

Storie vecchie e nuove, storie drammatiche, che ci inducono a spingere sull’acceleratore per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta che faccia piena luce su questo scandalo. E contiamo che nessun partito si metterà di traverso rispetto alla ricerca della verità: lo dobbiamo, prima di tutto, a quei bambini. Bisogna fare giustizia al più presto.

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Il Foglio senza pudore

Una volta esisteva il giornalismo. Ma forse per il Foglio non è mai esistito. E basta leggere l’articolo di oggi sullo scandalo di Bibbiano per capirlo: davvero imbarazzante e senza pudore!
Il Foglio, che si spaccia di essere un quotidiano che fa informazione, giorno dopo giorno ci stupisce negativamente sempre di più. Di fatto è uno dei giornali di regime di quel Pd che continua a farne una dietro l’altra. Ad essere precisi, il Foglio forse è “il” giornale piddino, il vero organo ufficiale del Pd, tanto che oggi si spinge proprio oltre avventurandosi in una “difesa d’ufficio” a favore del Pd che fa solamente ribrezzo.

Provare a scagionare il sindaco piddino coinvolto nello scandalo di Bibbiano, giustificandolo perché sarebbe “semplicemente” indagato per abuso d’ufficio e falso in relazione all’affidamento dei locali dove si svolgevano le sedute con i bambini, è semplicemente riprovevole. Ovviamente non si sognano nemmeno di sottolineare che l’amministrazione Pd avrebbe dovuto vigilare per impedire quanto accaduto.

E poi il solito attacco al MoVimento che questa volta supera ogni limite e va oltre il ridicolo.
Accusare il MoVimento di essere coinvolto nello scandalo di Bibbiano dimostra la bassezza del Foglio. Sapete qual è la logica di queste affermazioni diffamanti? Il MoVimento è “colpevole” di aver fatto delle donazioni a 11 Onlus in Piemonte. Parliamo di 195 mila euro ricavati dal taglio degli stipendi dei consiglieri regionali M5s in Piemonte. I nostri portavoce, secondo il Foglio, sarebbero colpevoli perché intendevano aiutare i bambini con delle donazioni alla Onlus che ha sede a Torino. Sì, avete capito bene. Ma stiamo scherzando?
Se è vero che alcuni assistenti sociali coinvolti nello scandalo di Bibbiano appartenevano a una di quelle Onlus che ha ricevuto le donazioni del MoVimento, allora anche i nostri portavoce sono stati truffati dal sistema criminale al centro dell’inchiesta che, ribadiamo, vede coinvolto anche un sindaco del Pd! Il Foglio se ne faccia una ragione.

Noi daremo il massimo per fare chiarezza su questa incresciosa questione. Avanti con la Commissione d’inchiesta per fare luce sullo scandalo di Bibbiano!

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Il nostro Paese per una poltrona

Giocare sporco e su più tavoli, per una poltrona: ecco cosa c’è dietro la decisione presa dalla Lega sul voto al nuovo Presidente della Commissione UE von der Leyen.

Ora ci attaccano, come spesso fanno per sviare l’attenzione e accendere i riflettori su qualcosa di meno imbarazzante. Ma sono stati proprio loro ad ammettere questa “strategia”; una mossa che però non fa certo gli interessi degli italiani. Detto altrimenti, hanno sostenuto la volontà italiana di pesare in Europa per cambiare le regole, salvo poi fare marcia indietro quando non hanno ottenuto garanzie sulla poltrona di Commissario a cui guardavano dal giorno dopo il voto di maggio.
Vogliamo fermare la serie di menzogne che leggiamo in questi giorni e vogliamo fare chiarezza perché, come spesso accade, la verità è una cosa semplice: e i cittadini hanno il diritto di conoscerla.

Il MoVimento 5 Stelle ha lavorato per l’interesse del Paese, tutelando il lavoro portato avanti dal Presidente Conte in sede europea; un mandato sostenuto da tutte e due le forze di maggioranza, anche dalla Lega. Ma questo stesso partito, evidentemente, ha poi scelto di trattare privatamente, per il proprio interesse. Per una poltrona. L’europarlamentare leghista Donato, infatti, riprendendo uno scambio di battute di Claudio Borghi su Twitter conferma e rivendica la strategia: dissimulare un sostegno alla von der Leyen per poi sfilarsi e fare lo scaricabarile sul MoVimento. Ma perché sfilarsi? Semplice, la trattativa non è andata a buon fine. Lo spiega bene Fabio Martini oggi su La Stampa: la priorità leghista era blindarsi la poltrona, non ottenere impegni dall’Europa su migranti, lavoro e ambiente.

Ma non ve lo diranno mai.

Su Twitter raccontano di aver deciso di non sostenere von der Leyen da 10 giorni, il giorno prima del voto fanno interviste per annunciare invece il sostegno, poi il giorno del voto trattano fino all’ultimo minuto…questo è il famoso prima gli italiani? Pane al pane, vino al vino: prima la poltrona!

Noi siamo stati trasparenti: il voto europeo ha detto che la Lega avrebbe dovuto indicare la nomina del Commissario su cui Conte ha trattato. Ma una cosa deve essere chiara: quella nomina per far alzare la voce all’Italia a Bruxelles, che non sarebbe una proprietà della Lega, la stanno mettendo a rischio loro. Il MoVimento pensa alle esigenze del Paese, non alla voglia di sistemarsi a spese dei cittadini europei, non a riempire le caselle con i nomi delle sue donne e dei suoi uomini.

Il sostegno alla candidatura di von der Leyen è basato esclusivamente sui temi che abbiamo presentato in campagna elettorale e che sono stati recepiti dall’agenda programmatica presentata dalla neo-Presidente. Salario minimo europeo, revisione del meccanismo redistributivo dei migranti e priorità alla questione ambientale: le prerogative del MoVimento 5 Stelle hanno dettato l’agenda europea. Dimostriamo di essere l’ago della bilancia in Europa, rispettando quanto promesso in campagna elettorale.

Chi ha vinto le elezioni invece sceglie di non governare, sprecando i giorni tra giochetti e sgambetti per il solo tornaconto elettorale.

 

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